Esperto d'Arte

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Il blog tratta argomenti legati al mondo dell'arte, in particolare alle attività svolte da Orizzonte contemporaneO in ambito di perizie, expertise, inventari, condition report, nonché alle mostre organizzate e in programma, e a cosa offre il panorama dell'arte contemporanea.

F.A.Q. Perizie d'Arte e dintorni

Servizi & AttivitàPosted by Marina Ciangoli 08 Jan, 2018 10:38


1)
Perché costa così tanto fare una perizia? E cos’è che pago?

È la questione più annosa, inutile negarlo: far stimare e autenticare un’opera costa. Ma cos’è che si paga? Innanzitutto si paga il lavoro qualificato. Un perito è un laureato e uno specialista, e nel mio caso, ho competenze storico-artistiche nonché una specializzazione post-laurea che amplia le mie conoscenze nel complesso settore del mercato dell’arte. Non è un lavoro che si può improvvisare, né è alla portata di tutti. Ma, e forse è l’aspetto più importante e sottovalutato, quello che si paga è la concreta possibilità di trasformare la propria opera in investimento. Basta rifletterci su: se si può vendere un’opera nel mercato è grazie alla documentazione rilasciata da un esperto, a fronte dei suoi studi, delle sue competenze e della sua esperienza. Oggi giorno infatti solo uno sprovveduto acquisterebbe un’opera di valore artistico ed economico senza avere in mano qualche garanzia scritta nero su bianco. Il discorso va al di là anche della questione vendita: si può avere un’idea puntuale sul proprio patrimonio solo grazie ad un esperto che avrà eseguito l’appropriata documentazione.

Ad ogni modo, per parlare di cifre, in proporzione al valore dell’opera esaminata, i costi partono da qualche centinaia di euro fino a circa dieci mila euro.

E in sintesi, come recita il proverbio: Chi più spende meno spende! / chi non spende non spande

2) Che differenza c’è tra una perizia e un expertise?

Il termine expertise è la traduzione francese del termine perizia, ma benché significhino la stessa cosa si tende a fare un distinguo. La perizia in genere contiene l'expertise, ma a differenza di quest'ultima dichiara anche il valore economico dell'opera d'arte esaminata. L'expertise invece è un documento che tende ad accentrare l'attenzione sulla paternità dell'opera e su ogni elemento utile a determinarla, costituendo così la carta d'identità dell'opera d'arte. L'expertise dovrebbe sempre accompagnare ogni opera d'arte, ma il più delle volte si tende a sottovalutare tale aspetto.

3) Qual è la procedura? E quali sono le tempistiche?

Ci sarà per cominciare un nostro incontro, perché ho bisogno di vedere ed esaminare l'opera o le opere dal vivo, e se necessario, laddove sorgessero dubbi, ad esempio a causa dello stato di conservazione, sulla paternità, ecc... le chiederò di lasciarmele in custodia qualche giorno per approfondimenti. A seconda della complessità dell’opera, si deciderà se e quali analisi diagnostiche far eseguire.

In merito alle tempistiche, non c'è un tempo preciso, perché può bastare un dettaglio non notato in una prima fase per rivoluzionare la ricerca e portare ad ulteriori approfondimenti. Nell'accordo che andremo a firmare stabilirò un tempo che va da uno a tre mesi (rinnovabile se necessario ad altri 3 mesi, e così via).

La consegna invece dipenderà dalla tempistica decisa fra le parti per il pagamento, perché verrà consegnato solo a fine saldo (è la procedura standard di tutela del professionista, non di mancanza di fiducia). Si stabilirà nell'accordo, anche l'acconto per l'inizio del lavoro, che in genere di aggira al 30% sul totale da pagare. Le verrà infine consegnato il documento su carta intestata che attesterà il valore e autenticità dell'opera e che descriverà la nel dettaglio, spiegando anche la metodologia adottata, di modo che avrà quella "carta d'identità" che le permetterà, detto in parole povere, di fare un netto distinguo tra una tela qualunque di scarso o dubbio valore, e un'opera d'arte con un valore artistico, nonché economico, riconoscibile dal mercato dell'arte.

4) Il prezzo di un’opera è arbitrario o ci sono dei parametri per stabilirlo?

Per quanto riguarda la stima economica l'unico parametro oggettivo è quello delle aste. E spiego il perché: il mercato dell'arte contemporaneo è soggetto a speculazioni e il mercato delle trattative private (come è quello delle gallerie o quello fra proprietari privati) è un mondo "selvaggio" nel senso che non ha regole precise, ogni gallerista può fare il prezzo che ritiene opportuno laddove trova clienti disposti a spendere. Ma soprattutto, il mercato privato non è tracciabile, specie quando parliamo di vendite fra privato e privato tramite mediatore. Al contrario, le case d'aste pubblicano i risultati delle aste e sono perciò sotto gli occhi di tutti. In ogni caso, qualsiasi artista, quando verrà riconosciuto come tale ad un certo livello, passerà inevitabilmente per il circuito delle aste, perché quello è il mercato ufficiale dell'arte. E' per questo che nel mio lavoro, quando vado a fare una stima tengo conto del mercato delle aste..

Oltre a tener conto di ciò che avviene nel mercato, bisogna però tener conto di alcuni fattori che determinano il prezzo di una data opera. Sul valore di un'opera incidono fattori quali l'iconografia, e cioè se l'opera appartiene ad uno stile, ad un ciclo più in voga e più ricercato rispetto ad un altro seppur dello stesso artista. Per fare un esempio è chiaro che di Picasso sono più appetibili le opere cubiste anziché quelle del periodo rosa o blu. Per fare un altro esempio, incide molto di più sul prezzo la provenienza di un'opera, se è per esempio appartenuta da una famiglia illustre o è stata in una collezione con opere d'arte di indiscusso valore storico. Altri fattori che vanno a definire il valore economico sono poi le dimensioni, la tecnica, lo stato di conservazione, ecc…

5) A cosa serve fare un inventario se l’opera ha già una precedente documentazione? Materialmente lei cosa eseguirebbe?

L'inventario mette ordine alla collezione e dà o aggiorna il valore economico, perché nelle autentiche, eventualmente pregresse o expertise, non ne è dichiarato il valore economico. La scheda riassume l'opera dal punto di vista artistico ed economico, quindi il mio lavoro verterebbe su questi due punti.


6) Casa d’asta o mercato privato?

Per la vendita di un'opera il canale da scegliere dipende solo dalle proprie esigenze. Con le case d'asta i tempi sono più brevi e si ha una visibilità pubblica e a seconda di quale casa d'asta si sceglie si può avere sull'opera una risonanza a livello nazionale ed internazionale, con un conseguente richiamo di acquirenti interessati all'acquisto. La casa d'asta ha costi che si aggirano tra il 10% e il 15% e la commissione va pagata anche in caso di invenduto. Se si verifica questa ipotesi, si deve tener conto che l'opera, a causa dell'invenduto, subirà un calo d'immagine e appetibilità agli occhi del mercato. Se si opta per il mercato privato i tempi si allungano, possono volerci mesi e anche oltre un anno prima che si concluda la vendita. Questa strada ha però diversi vantaggi, innanzitutto i costi, poiché il mediatore guadagna sulla percentuale di vendita, e il proprietario non deve quindi anticipare denaro; e, in secondo luogo, se l'opera rimane invenduta o più trattative non vengono concluse, l'opera non subisce danni in termini d'immagine, dal momento che tutto avviene a porte chiuse. Sta quindi al proprietario, sulla base dei pro e dei contro, quale percorso risponde alle proprie esigenze.

7) Ai fini della vendita ho visto che alcuni artisti hanno una loro Fondazione che rilasciano l’autentica. a questo punto a cosa serve una perizia se ai fini del riconoscimento del valore occorre l’autentica della Fondazione?

Se un artista ha alle spalle una Fondazione riconosciuta a livello nazionale o internazionale, è sempre bene passare sotto il loro giudizio, per farsi poi rilasciare l'autentica. Come detto sopra, l'autentica però non esprime il valore economico, né descrive l'opera da un punto di vista artistico e culturale, due elementi essenziali e necessari quando si vuole vendere un'opera, cosa che si risolve grazie alla perizia (verificare l'autenticità di un'opera è solo uno degli eventuali passaggi che possono riguardare il lavoro di una perizia, di per sé complesso e con diversi aspetti da esaminare).

8) Se l’opera risulta nel catalogo dell’artista ai fini della vendita è sempre meglio ottenere l’autentica della Fondazione? O magari per risparmiare si può fare solo perizia?

Come detto sopra passare per una Fondazione accreditata è un passaggio praticamente obbligato, ma un'opera per essere in un catalogo ragionato, e quindi ufficiale, è già passata per le mani della Fondazione, oppure è apparsa in qualche mostra ufficiale riconosciuta dalla Fondazione, bisogna quindi esaminare la questione. Come sopra, la perizia serve, quando si vuole vendere o anche eseguire una divisione ereditaria per esempio, per avere il valore economico e artistico dell'opera.

Per riassumere, in presenza di una Fondazione, l'autentica va richiesta a loro (ma parte del mio lavoro consiste nel fare da tramite tra fondazione e cliente), e una perizia è necessaria a fini di vendita o divisione ereditaria.

9) Come si stabilisce il compenso di un perito? E quando si devono far esaminare più opere viene applicata qualche agevolazione?

La percentuale varia a seconda della fascia di prezzo cui fa parte l'opera in questione, per i dipinti, ad esempio, le percentuali partono da un 12% e arrivano al 2,5% sul valore dell'opera. Più è alto il valore dell'opera e più diminuisce la percentuale del costo della perizia. Nel caso ci siano da esaminare più opere, dalla seconda in poi applico una riduzione del 50% sul costo effettivo della perizia. Solo la perizia della prima opera da esaminare (quella con il valore economico più alto) avrà un costo pieno.

10) Cosa succede su un’opera non è firmata? Sugli artisti antichi pare non esistano Fondazioni, a chi ci si affida allora? Mi sembra fantascienza che si possa risalire ad un artista ignoto! Mi può spiegare una semplice procedura per le opere antiche?

Anche nel caso di artisti antichi si può far ricorso ad un perito. Ma in questo caso il perito deve essere anche un attributista, ovvero, deve avere una preparazione tale che unisca la conoscenza del mercato con quella storico-artistica. Esistono anche gli studiosi esperti di un dato artista a cui rivolgersi, ma in quel caso si deve avere già un’idea di chi sia il potenziale autore, altrimenti si va alla cieca.

Per stabilire la paternità di un'opera antica si fanno studi diagnostici (UV, infrarossi, raggi x ecc...), studi inerenti lo stile, studi di archivio, di provenienza e così via, affinché si possa arrivare a capire se l'opera è autentica e da chi è stata eseguita. Se non si arriva a stabilire l'autore, ci sono diverse classificazioni: seguace, bottega, scuola, ecc...

È quindi il perito che rilascia i documenti necessari per l'autenticità e il valore artistico - economico dell'opera, dove sono spiegati la metodologia e i risultati ottenuti dai vari studi.

11) Ci sono dei casi in cui non serve spendere per le analisi diagnostiche per cui l’attribuzione è evidente anche non in presenza di firma? Oppure serve sempre, magari per rassicurare il cliente?

Sì, il laboratorio serve sempre (che ci sia o meno la firma), poi dipende dall'opera quali e quante analisi servono, specie se si sta avviando un procedimento per un’attribuzione.

Le analisi non servono per rassicurare il cliente, servono a supporto della tesi di autenticità e paternità dell'opera. Si può dire che una perizia o un expertise, è una sorta di tesina dove si dimostra qualcosa. Insomma, la diagnostica fa parte dell'iter di studio di un'opera, soprattutto in un mondo dove tutto deve essere scientifico e dimostrabile con dei fatti. E' ormai, e giustamente, lo stesso mercato dell'arte a pretenderlo, visto l'alto numero di falsi che girano (anche le firme vengono falsificate), e le grosse cantonate prese anche da famosi storici dell'arte che attribuivano un'opera soltanto guardandola...

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Dieci motivi per scegliere il nostro corso di scrittura creativa

Servizi & AttivitàPosted by Marina Ciangoli 05 Sep, 2016 11:58
Possono esserci svariati motivi per decidere di seguire un corso, nel nostro caso di scrittura creativa. In ambito artistico non bisogna scadere nell'ingenuità di credere che chi organizza un determinato corso d'ambito artistico e creativo, voglia in qualche modo avere la pretesa di insegnare il talento. Piuttosto, un corso, che sia di scrittura, pittura, fotografia, cucina o quant'altro deve puntare a dare autonomia e padronanza sulla tecnica e la creatività che l'aspirante scrittore deve possedere.
La parola chiave allora, nel nostro caso, vuole essere consapevolezza.
Di seguito, i dieci motivi per seguire il nostro corso di scrittura creativa:

1) In talento non si insegna, questo è chiaro. Il nostro corso ha lo scopo di dare struttura, consapevolezza e ordine al talento, e a farlo emergere laddove latente.
2) Insegnare ad evitare i più comuni errori dello scrittore alle prime armi, e le ingenuità e i dilettantismi in generale.
3) Per scrivere non basta scrivere. E' un concetto "romantico", se non ingenuo, quello di pensare che la scrittura sia dar libero sfogo alle parole, o che sia un atto puramente istintivo. Un romanzo, un racconto, una sceneggiatura, una poesia, ha le sue regole, per quanto non si tratti di matematica, di modo da non essere in balia delle parole e rischiare di far smarrire il lettore nell'alto mare di pensieri senza struttura.
4) Il talento non si insegna, né lo si acquisisce tramite un corso, ma la tecnica e come padroneggiarla si. E la tecnica è lo strumento per sfruttare con professionalità le proprie doti.
5) Il costo vantaggioso.
6) L'insegnate del nostro corso di scrittura creativa è la scrittrice Sara Rattaro, con alle spalle diversi romanzi pubblicati con varie case editrici, fra cui la Garzanti. che ha deciso negli ultimi anni di scommettere su di lei. Ha vinto svariati premi letterari, fra cui il prestigioso Premio Bancarella nel 2015, uno fra i riconoscimenti più ambiti e di rilievo del panorama letterario.
7) Innumerevoli scrittori di successo hanno frequentato e poi anche tenuto un corso di scrittura creativa, fra cui:Francis Scott Fitzgerald, Iosif Aleksandrovich Brodsky, Jack Kerouac, Raymond Carver, Bret Easton Ellis, Raul Montanari e Alessandro Baricco, solo per citarne alcuni.



8) Imparare a confrontarsi con se stessi e gli altri (corsisti) è un processo di auto-scoperta, step basilare per crescere e sviluppare le proprie potenzialità.
9) Altrettanto basilare è imparare a dare corpo e concretezza alla propria fantasia e immaginazione avendone il controllo.
10) Dare spazio alle passioni equivale a prendersi cura di sé... e non si può mai sapere dove esse ci condurranno se unite alla costanza e perseveranza...


Per tutte le info sul Corso di Scrittura Creativa segui il link: http://orizzontecontemporaneo.it/corsi/corso-di-scrittura-creativa-roma.html







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Perché fare una perizia su un’opera d’arte

Servizi & AttivitàPosted by Marina Ciangoli 19 May, 2016 16:59

Se in casa avete un Picasso, tanto per fare un nome noto,, ma non lo avete acquistato direttamente dall’artista, o non vi è stato donato direttamente da lui, che avete un Picasso, lo potete solo dire. Ma anche se lo avete acquistato da lui o vi è stato regalato dal signor Picasso in persona, senza dimostrarlo, lo stesso, potete solo dire che avete un’opera d’arte originale del padre del Cubismo, di uno degli artisti più influenti del XX secolo.

È un po’ come se aveste in casa una cassaforte piena di lingotti d’oro, ma di cui non possedete la chiave. La perizia di un’opera d’arte è la chiave di quella cassaforte.

Può andar bene anche così, far periziare un’opera non è un obbligo, assolutamente, questo se considerate l’opera un abbellimento della vostra casa, del vostro studio, e non costituisce un patrimonio per voi e i vostri eredi.

Il discorso cambia se l’opera verrà alienata o dovrà costituire il patrimonio da suddividere tra i vari eredi, o anche in caso di separazione dei beni, o ancora, per essere a conoscenza e aggiornare il valore del proprio patrimonio. E la questione si complica ancora di più se l’opera è passata di proprietario in proprietario o se ne è dubbia la paternità o la provenienza.

A questo punto, la perizia diventa indispensabile, diventa lo strumento per dare identità, valore e storia ad un bene artistico.

Quando acquistate o vendete casa, o quando dovete passarla ai vostri eredi o cederla al coniuge a seguito di un divorzio, non vi sognereste mai di farlo senza avere un’idea precisa del suo valore, potenziale o effettivo, e del suo stato. Non dovreste farlo nemmeno con un’opera d’arte. Il collezionista d’arte sa che l’arte è una forma d’investimento, e non un semplice e vuoto oggetto d’arredamento per la casa, l’ufficio o lo studio.

In sostanza allora in cosa consiste una perizia? La perizia è un documento dettagliato ed analitico composto da varie parti, a sostegno del valore artistico ed economico dichiarato dal perito d'arte. Nella perizia troveremo allora, oltre ad una accurata descrizione dell'opera, la “scheda tecnica” con la voce fondamentale riguardante la classificazione, ovvero: “autore”, “attribuito a”, “cerchia”, “bottega”, “scuola” o “seguace”. Contiene poi la “provenienza”, indispensabile ai fini valutativi, poiché una provenienza di prestigio può far salire sensibilmente la quotazione dell’opera esaminata. Vi sono analizzati anche il “supporto” e lo “stato conservativo”, ma soprattutto vengono prese in esame altre opere paragonabili (per dimensione, tecnica, iconografia…) passate per il circuito delle aste, condizione fondamentale, utile al sostegno della valutazione finale. Infine, una buona perizia riporta la biografia dell’autore dell’opera e le attestazioni museali dell’autore.

Riassumendo, la perizia è dunque un documento indispensabile in caso di successioni e divisioni ereditarie, autenticazioni, per possedere un resoconto del patrimonio personale, familiare o aziendale, e per un’alienazione o acquisto sicuro di un bene artistico.

Un'ultima motivazione per far periziare un'opera e in poche parole? Verba volant scripta manent.



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Perizie d'Arte, Expertise, Stime, Attribuzioni e Condition Report - Orizzonte contemporaneO

Servizi & AttivitàPosted by Marina Ciangoli 04 Apr, 2016 12:01

Possedere un bene artistico, non vuol dire soltanto godere di un bell’oggetto: l’opera d’arte ha in sé i segni del tempo della cultura che l’ha prodotto, e in quanto tale è detentrice di prestigio e di un corrispondente valore economico. Cosciente di questo, Orizzonte contemporaneO si avvale di metodologie d’indagine scientifiche e trasparenti, al fine di redigere oggettive valutazioni storico-artistiche, perizie economiche, e accompagnare e guidare il cliente in caso di mediazioni per l’alienazione del bene o per acquisti sicuri.

Orizzonte contemporaneO in meno di un anno di attività, si è occupata di autori di prestigio quali Ghirlandaio, Thomas Gainsborough, Jean Raoux, El Lissitzky, Yvette Achkar, Nunzio Gulino, Enotrio Pugliese, Luigi Pane e altri ancora.

Orizzonte contemporaneO opera sul territorio nazionale ove richiesto, e in particolare sul territorio di Roma, Lazio e Abruzzo.

Non si eseguono documentazioni e valutazioni gratuite.Perizie d'arte, Expertise, Stime, Attribuzioni e Condition report di opere antiche, moderne e contemporanee, verranno effettuate, da Orizzonte contemporaneO, su dipinti, disegni, sculture, stampe e matrici.

La metodologia impiegata sarà condotta in modo scientifico, ovvero, con parametri oggettivi e non arbitrari, attuati attraverso lo studio critico e ragionato dell’oggetto d’arte esaminato, e supportato dall’analisi dell’andamento del mercato internazionale.

Nello specifico, i servizi proposti da Orizzonte contemporaneo sono:

Perizie d’arte e Valutazione economica: La perizia d’arte è un documento dettagliato e analitico contenente ogni elemento valutativo dell’opera in esame. È soprattutto lo studio che attesta, tramite il valore artistico e l’analisi dell’andamento del mercato, il valore economico dell’opera periziata. Si rivela indispensabile in caso di alienazione o acquisto sicuro di un’opera d’arte, per separazioni o divisioni ereditarie stragiudiziarie. Nel caso di opere già oggetto di perizia, si può effettuare un aggiornamento in base allo stato di conservazione e all'andamento di mercato.

Expertise: l'expertise è il documento d'indentità, o meglio ancora, il certificato d'autenticità di un'opera d'arte. Nello specifico si tratta di una perizia dettagliata, eseguita da un esperto d'arte, a carattere storico e filologico al fine di avvalorare l'autenticità dell'opera d'arte e il suo prestigio, basandosi su ricerche documentaristiche e archivistiche, analisi stilistico-artistiche, ricerca sulla provenienza, stato di conservazione e indagini diagnostiche. Grazie all'expertise possono essere formulate valutazioni economiche e classificazioni d'asta, nonché pubblicazioni in caso di scoperte scientifiche.

Autentica per l’arte contemporanea: si tratta di una certificazione a metà strada tra l’expertise e la perizia, atta alla divulgazione del fare artistico di un artista vivente e ancora in attività, tenendo conto, non solo delle peculiarità creative, ma anche della quotazione di mercato di cui gode l’artista, emergente o affermato che sia.

Inventario e perizie: Tale servizio, permette al cliente di conoscere il reale valore economico del patrimonio familiare o aziendale e di aggiornarlo in base all’attuale andamento del mercato dell’arte. Orizzonte contemporaneO offre gratuitamente un sopralluogo conoscitivo della collezione sottopostaci dal cliente, e un primo orientativo valore economico della stessa. L’inventario da noi svolto, consiste nella redazione di schede sintetiche della collezione, omogenea o disomogenea che sia, contenenti una breve descrizione dell’opera periziata, il suo puntuale valore economico e una foto rappresentativa della stessa.

Condition report: Il servizio, consiste nella redazione di un documento sintetico che attesta lo stato conservativo puntuale e temporale dell’opera d’arte. Possedere tale documento, si rivela necessario in casi di vendita, mutuo, prestito temporaneo del bene artistico e, in genere, per gli accordi che hanno implicazioni finanziarie e assicurative.

Attribuzione: L’attribuzione di un’opera d’arte ad un determinato autore, deve essere condotta con metodo scientifico e accompagnata dalla stesura dell’expertise. Affinché sia quindi accertata la paternità dell’opera esaminata, verranno analizzati i seguenti punti: l’area storica, geografica e stilistica; la coerenza e l’innovazione iconografica, iconologica e compositiva; il ductus, lo stato di conservazione, la tecnica esecutiva, l’analisi di elementi esterni utili e, approfondite ricerche archivistiche. Ove necessario, verranno effettuate indagini diagnostiche non invasive (craquelé, fluorescenza UV, radiografie, IR, riflettografia raggi X), in accordo col cliente, al fine di avvalorare l’autenticità dell’opera o per determinare ulteriori elementi accertativi sull’autore individuato.

Non tutti sanno dell’esistenza della Legge Guttuso (Legge 512/1982) che permette a qualsiasi contribuente il pagamento totale o parziale delle imposte dirette e indirette, attraverso la cessione di beni culturali di pari o superiore valore la somma dovuta allo Stato. In tal caso, la perizia e la valutazione economica dei beni artistici, si dimostrano un indispensabile strumento attraverso il quale saldare il proprio debito tributario.

I servizi sono rivolti a: Privati, Collezionisti, Istituti Bancari, Società Finanziarie e, in genere, a coloro che vogliono certificare il reale valore dell’opera d’arte in loro possesso.

Per usufruire dei servizi in ambito di perizie d’arte, expertise, attribuzioni, stime e condition report, sarà sufficiente scrivere all’indirizzo valutazioni@orizzontecontemporaneo.it inviando foto, in buona risoluzione, dell’opera o delle opere da esaminare, del fronte, del retro, della firma se presente e di eventuali particolari rilevanti.



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