Esperto d'Arte

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Il blog tratta argomenti legati al mondo dell'arte, in particolare alle attività svolte da Orizzonte contemporaneO in ambito di perizie, expertise, inventari, condition report, nonché alle mostre organizzate e in programma, e a cosa offre il panorama dell'arte contemporanea.

Best of 2018: il trionfo degli assenti

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 31 Dec, 2018 12:06

Ci sono tematiche e personalità che dominano la scena artistica tanto da far sembrare inespugnabili alcune torri contenenti personaggi e iconografie dell'arte. Non è andata così quest'anno, e benché spesso il mondo delle aste venga visto come il riflesso del potere dell'alta finanza, questo 2018 offre interessati spunti di riflessione sull'arte e sulla società che la determina. Ci è d'aiuto buttare l'occhio sui tre top price di quest'anno per quanto concerne l'arte contemporanea.

La prima personalità da incontrare è l'artista inglese David Hockney, di solito non al centro di roboanti scontri a suon di record che coinvolgono invece due vecchie glorie quali Jeff Koons e Gerhard Richter, che negli ultimi anni sono stati protagonisti della staffetta che li vedeva aggiudicarsi di volta in volta il titolo di artista vivente più pagato.

Quest'anno il bastone del comando è passato, a sorpresa, nelle mani di Hockney, con un'opera appartenente al periodo più prolifico, ma più sofferente della sua carriera: Portrait of an artist (Pool with two figures).



L'opera, di grandi dimensioni, sublima in un'atmosfera sospesa, silenziosa e intrinsecamente lirica l'ultimo periodo della sua storia d'amore, lunga un lustro, con l'artista Peter Schlessinger, conosciuto anni prima in un corso d'arte alla UCLA dove Hockney insegnava e Schlessinger era studente.

La fine di quella storia per Hockney rappresentò un periodo di profondo dolore e solitudine, tanto che passò gran parte delle giornate a dipingere. Col senno di poi, la pittura rappresentò un momento terapeutico e catartico, ma anche profondamente creativo: diverse sono le opere miliari che appartengono agli anni inizio Settanta.

Ad occupare gran parte dell'opera la piscina, elemento caratterizzante dell'iconografia di Hockney e che si può considerare un autoritratto mascherato dell'artista, e in piedi in giacca rosa, a bordo piscina in una sorta di contemplazione, Schlessinger - utilizzato come modello dopo la rottura - osserva un misterioso nuotatore dirigersi verso di lui. Per l'uomo in piscina Hockney si avvarà del fotografo John St. Clair che lo aiuterà nella ricerca compositiva di quest'opera nata dalla fusione casuale di due diverse fotografie accostate nello studio dell'artista.

Christie's c'entra l'obbiettivo in un anno dedicato a mostre su David Hockney e propone l'opera durante la Post-War and Contemporary Art Evening Sale dello scorso 15 novembre, dove viene aggiudicata all'impensabile cifra di 90 milioni di dollari (circa 78,9 milioni di euro).

Passiamo ora ad una vera chicca con l'opera Past Times dell'artista afroamericano Kerry James Marshall che affronta la tematica dell'assenza del mondo afro nella cultura artistica occidentale. Forte del suo grafismo, Marshall ribalta e trasla abitudini tipicamente "da bianchi" nell'universo afro, sottolineando la delicata questione dell'identità culturale e dell'appropriamento di intenti tipicamente afroamericani da parte dei bianchi.



Vediamo allora, in questa grande tela, una tranquilla scena all'aperto che richiama l'iconica e ormai popolare Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte di Seraut, conservata all'Art Institute of Chicago, città dove vive l'artista, con i protagonisti che si dilettano negli hobbies dei bianchi: golf, cricket, sci d'acqua... come fosse un ossimoro pittorico, centrando in pieno la questione afroamericana ricercata dal suo autore, ancor meglio evidenziata dalle scritte che sovrastano la baia: “Who plays…all of heart and….skill / Will also work with heart and will,”, un richiamo ironico al sogno americano e le parole che fluiscono come fazzoletti al vento fuoriuscenti dalle due radio in primo piano citando i versi dei Temptations e Snoop Dogg.s appartenenti a movimenti musicali afroamericani, anche qui sovvertiti e assorbiti dalla cultura bianca.
L'opera, messa all'incanto da Sotheby's in occasione della Contemporary Art Evening Auction del 16 maggio è stata acquistata per 21 milioni di dollari (quasi 18 milioni di euro) niente meno che dal rapper Puff Daddy, trasformando Marshall nell'artista afroamericano più pagato.

Concludiamo con un'artista già affrontata QUI e che come sappiamo ha ottenuto il suo record d'asta lo scorso 5 ottobre durante la serata The History of Now: The Collection of David Teiger toccando la cifra di 9,5 milioni di sterline (10,8 milioni di euro). Di indiscusso talento, Jenny Saville nella sua carriera artistica porta sul tavolo una tematica che continua ad essere attuale e problematica nonostante le conquiste ottenute.



La pittura di Saville non è meritevole d'attenzione solo per quanto concerne la questione della bellezza femminile canonizzata dall'uomo, puntualmente ribaltata dalla pittrice britannica con forme corpulente, piene d'eccessi e deformazioni brutali, ma ad un livello dialettico e contenutistico ci offre lo spunto per trattare la condizione della donna ancora "prigioniera" del ruolo assegnatogli dall'uomo da secoli, quale orpello, si può osare nel dire, e riflesso della volontà maschile che la vede e la vuole come compagna inattiva. L'artista libera forme di norma costrette e celate per mancanza di conformità ai canoni della bellezza vigente, manifestate una volta di più anche dalle grandi dimensioni delle tele utilizzate con l'intento di coinvolgere, o meglio, travolgere lo spettatore tanto che Saville suggerisce una visione dell'opera a distanza ravvicinata, abbracciando quanto sosteneva Mark Rothko il quale dava la precisa indicazione di osservare le sue opere ad una distanza di 18 pollici,ovvero a meno di mezzo metro.
Propped è un enorme autoritratto - all'epoca della creazione siamo nel 1992 -, Saville usava il suo stesso corpo e quest'opera è uno dei due esemplari che vede l'utilizzo delle parole scritte sulla tela, scelte in netta contrapposizione con le forme usate e che in genere accompagnano la descrizione della donna, come ‘delicate’, ‘supportive’, ‘pretty’ .





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I top lot della settimana: Sotheby's VS Christie's

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 12 Dec, 2018 12:37
E se mettessimo a confronto i top lot andati in scena la scorsa settimana (dal 3 al 9 dicembre) dalle due principali case d'asta, cosa ne verrebbe fuori? Chi ha avuto i lotti qualitativamente migliori? E quelli economicamente più rilevanti? Chi ha messo all'asta la chicca della settimana?
iniziamo da Sotheby's e partiamo dal terzo classificato. Troviamo allora un'opera pittorica di Albert Anker, artista svizzero, che è stato protagonista della serata Swiss art-Swiss made lo scorso 4 dicembre, che ritrae una giovane ragazza immersa nello studio, una molto tematica in voga nel XIX secolo. L'artiste vinse anche una medaglia al Salon di Parigi presentando questo genere pittorico.
Fleissing - questo il titolo dell'opera, che tradotto significa diligente - è stata aggiudicata per 1,072,579 di euro (stima 882,781 - 1,324,172 di euro).


Al secondo posto troviamo una vibrante e monumentale opera di Jean-Paul Riopelle, dal titolo Forestine. L'artista canadese immerso nelle ricerche astrattiste del secondo dopoguerra, ci consegna un'opera che fonde pittura e scultura, grazie all'uso massiccio della materia pittorica. Ma non solo: da buon contemporaneo si stacca dalla riproduzione del visibile, per manifestare piuttosto la traccia che l'emozione trae dall'esperienza visiva.
Forestine, presentata all'asta il 5 dicembre durante l' Art Contemporain Evening Sale è stata aggiudicata alla cifra di 4.328.300 di euro ( stima 2,500,000 — 3,500,000).


E veniamo al top lot della scorsa settimana, una raffigurazione di uno Studio di capo e mani di un giovane come Cristo nella preghiera densa di pathos come solo Rembrandt può tradurre con le sue vive pennellate.
L'opera appartiene ad un piccolo gruppo di 7 dipinti, schizzi realizzati ad olio, e che raffigurano lo stesso giovane nelle vesti di Cristo. Quando Rembrandt si cimentava nello schizzo ad olio, non lo faceva come studio preparatorio di un dipinto, ma come studio della luce e della resa delle emozioni umane, ben rese dalla rapidità esecutiva, che si può apprezzare ad esempio nelle mani.
L'opera, prima che andasse all'incanto, era esposta nella casa di Rembrandt ad Amsterdam, appesa sopra il letto dove l'artista dormiva.
E' dunque la tavola del fiammingo ad aggiudicarsi il titolo di top price della settimana, per ciò che concerne Sotheby's, per una cifra di 10.665.921 di euro (stima 6.750.013 - 9.000.018 di euro)


Passiamo ora a Christie's e a cosa ci ha proposto.
Terzo top price è un'opera di Pieter Brughel il Giovane che affronta una tematica cara e ricorrente nella storia artistica dell'artista e della sua famiglia I proverbi olandesi.
L'opera, che conta più di 100 proverbi è andata all'asta durante l'Old Masters Evening Sale del 6 dicembre, e si aggiudica il terzo posto con la cifra di 6.974.806,18 di euro (stima 3.869.652,50 - 6.080.882,50 di euro).


Passiamo ora al secondo top lot targato Christie's, un notevole e pregiato dittico di Frans Hals dal titolo Ritratto di un gentiluomo di 37 anni; e Ritratto di una signora di 36 anni dipinto nel 1637 nato per celebrare una coppia di sposi.
Negli anni '30 Hals aveva raggiunto l'apice della popolarità, soprattutto come ritrattista, e aveva raffinato sensibilmente la sua tecnica, che si era fatta più precisa e unitaria. Da notare l'ampia gamma di neri che Hals aveva elaborato nella sua palette in quegli anni, tanto che Van Gogh disse "Quel diavolo Hals ha non meno di 27 neri sulla sua tavolozza".
Inevitabile quindi che l'opera abbia avuto tale risonanza, all'Important Old Master Paintings from The Eric Albada Jelgersma Collection: Evening sale del 6 dicembre e che sia stata battuta all'asta per 11.085.957,71 di euro (stima 8.850.775,55 - 13.276.163,32 di euro), se consideriamo poi che l'opera è arrivata a noi in condizioni miracolosamente impeccabili.


E arriviamo così in cima alla classifica, dove troviamo un disegno di Lucas van Leyden raffigurante Un giovane in piedi. Magari è un po' insolito come top price, considerando che non è un dipinto - che relativamente parlando vale più di un disegno -, ma qui siamo di fronte ad un artista pregiato, considerato all'epoca - siamo a cavallo del XVI secolo - l'equivalente olandese del tedesco Albrecht Dürer, e che doveva la sua fama come incisore, benché ci sia rimasto ben poco della sua produzione artistica, giocandosi dunque anche la carta della rarità.
Durante l'Old Masters/New Scholars: Works of Art Sold to Benefit Rugby School del 4 dicembre, l'opera di Lucas van Leyden batte la somma di 13.276.163,32 di euro (la stima non è stata resa pubblica).



Finito questo excursus tra i maggiori lotti della settimana passata, possiamo affermare che a dominare sono stati gli Old Master di stampo olandese, e che per risonanza degli autori, la vittoria spetta a Christie's che ha portato all'asta nomi saldi della storia dell'arte. Dal punto di vista della varietà e della particolarità delle proposte è però Sotheby's, a mio parere, che merita maggior attenzione e rilevanza.
Da un punto di vista economico, ad aggiudicarsi la vittoria è ancora Christie's che agguanta il primo posto con il lotto di Lucas van Leyden e i suoi 13 milioni di euro.
Relativamente parlando, è però Sotheby's che conquista i risultati migliori, superando la forbice di stima di oltre un milione rispettivamente con le opere di Rembrandt e Riopelle.

Ma la vera chicca della scorsa settimana non è stata un'opera d'arte ma la famosa Lettera di Dio scritta da Albert Einstein e indirizzata al filosofo Eric Gutkind, che tratta il dibattito tra religione e scienza in corso in quegli anni, i pensieri sulla religione e la condizione sull'identità ebraica di Einstein.
La lettera è stata aggiudicata per oltre 2,5 milioni di euro e proposta da Christie's.










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Non solo Banksy. Saville regina della pittura.

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 10 Oct, 2018 11:34

Non solo Banksy. Sul finire della scorsa settimana, è passato presso Sotheby's, questo monumentale e cruciale autoritratto di una delle pittrici più autorevoli del nostro tempo, che del ribaltamento dei canoni estetici della bellezza ne ha fatto la sua poetica distintiva: Jenny Saville. Passata un po' in sordina, la tela ha triplicato la stima di partenza, per essere poi aggiudicata per 9,5 milioni di sterline, dopo una battaglia che ha visto fronteggiarsi 5 collezionisti. Quest'opera, acquistata dal lungimirante collezionista David Teiger negli anni '90, convinse Charles Saatchi a puntare sull'artista britannica, proponendola nella fortunata e famosa mostra Sensation: Young British Artists from the Saatchi Gallery, che lanciò Jenny Saville, ed altri artisti, nella scena dell'arte internazionale.




Venerdì 5 ottobre la maison Sotheby's ha aperto le sue porte ad una delle collezioni più ricche e contemporanee che si possano annoverare. Proprietario di tale collezione è stato David Teiger scomparso ormai da quattro anni, e che è stato un membro illustre del Moma. I proventi dell'asta saranno destinati alla Fondazione Teiger a sostegno dell'arte contemporanea. Tra gli autori collezionati compaiono David Hockney, John Currin, Peter Doig, Maurizio Cattelan, Elizabeth Payton e molti altri. Secondo le previsioni, protagoniste della serata dovevano essere due vedute di Doig Buffalo Station I e II stimate tra i 6 e gli 8 milioni di sterline, che però non hanno ripagato le attese: la prima è stata aggiudicata entro la stima per 7,5 milioni di sterline, mentre la seconda si è attestata al di sotto della forbice, fermandosi a quota 4,5 milioni. Inaspettata star è stata invece Saville, che con il suo autoritratto che, come detto sopra ha triplicato le aspettative, ha segnato il suo nuovo record di 10,8 milioni di euro.

Per quanto riguarda Banksy, che non fosse tutto orchestrato con la complicità di Sotheby's ci si crede ben poco, ma una risata ce la potremmo pure fare, e prendere il tutto un po' meno sul serio. In fondo, l'arte, con i puri di cuori non ha mai avuto molto a che fare - ai piani alti poi! -, nonostante certi stereotipi duri a morire.



Ad ogni modo, Banksy che doveva chiudere la serata, era stato quotato tra i 200 e i 300 mila euro, poca roba si direbbe, ma a colpi di rialzi la ben nota ragazzina col palloncino rosso, ha fatto volare la stima oltre il milione, per poi autodistruggersi come ormai tutti sanno. Poco dopo, lo stesso Banksy ha postato sul sul profilo Instagram il piano "antisistema" architettato anni addietro, o così vuol farci credere...
Realtà o mossa di marketing, Banksy resta un protagonista della nostra epoca, tra i più incisivi e riconoscibili artisti, e tra i più sapienti comunicatori - l'arte è comunicazione, sembra strano, ma va sempre ricordato...- e in quanto tale, merita il nostro rispetto, e, in questo caso, anche, forse, il beneficio del dubbio...







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Il collezionismo d’arte non è roba per poveri: un falso mito da sfatare – II parte

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 12 Oct, 2016 12:04
Acquistare arte emergente è una validissima e auspicabile soluzione per diventare collezionisti anche per i comuni mortali. I costi di opere di artisti emergenti sono relativamente contenuti, il range di riferimento va da cifre iniziali di circa 2-3 mila euro, fino a cifre che si aggirano intorno ai 20 mila euro e non oltre. E questo se parliamo di pezzi unici, le cifre sono ancora più abbordabili se nel bacino dei possibili acquisti consideriamo i multipli (stampe, fotografie, …) o disegni preparatori, schizzi,… A ben pensarci, senza seguire alla lettera l’esempio dei Vogel (Il collezionismo d’arte non è roba per poveri: un falso mito da sfatare - I Parte ), si può considerare di destinare anche solo 5-6 mila euro l’anno per acquistare 2 o 3 opere, e costituire così nel tempo una propria collezione, che nell’arco di 5-10 anni può rappresentare un sensibile incremento economico rispetto all’investimento iniziale. E se non acquistate per lucro, avrete allora una mappa personalizzata di ciò che accade nel mondo dell’arte e di come si evolve il vostro gusto.

Ma se l’arte contemporanea proprio non vi aggrada, e preferite circondarvi di scene sacre, mitologiche, ritratti di nobili e paesaggi antichi, c’è un’altra valida strada da percorrere: l’acquisto di opere di autori minori, scuole e seguaci. Le opere cosiddette minori, accezione di per sé dequalificante, sono in realtà una folta selva di piccoli gioielli. E non è detto che un autore “minore” non venga rivalutato e riscoperto nel tempo, emblematico in tal senso è il caso di Caravaggio, riportato alla luce e al suo giusto posto soprattutto grazie all’intervento dello storico dell’arte Roberto Longhi, dopo più di due secoli di silenzio ed oblio.Non si tratta qui di accontentarsi, ma di saper vedere qualità e bellezza al di là della risonanza dei nomi storicamente accreditati e di mercato, perché vi assicuro che c’è. Qualche rapido esempio?

Qualche mese fa sul blog ho pubblicato un articolo sugli Old Master in asta da Sotheby's (Collezione per tutti: gli Old Masters della maison Sotheby's) e vi erano proposti lotti davvero interessanti e in molti casi alla portata dei più. Faccio giusto qualche esempio. Un'opera di pregio può essere rappresenta da Uomo seduto con pipa dell'olandese Abraham Diepraem, un olio su tavola del XVII secolo, un buon esempio stilistico di scena quotidiana dall'impronta psicologica rilevante. Il prezzo d'asta? Meno di 5.000 euro. Per spostarci in area sacra, nel vivace richiamo della nostra tradizione pittorica, un aspirante collezionista, potrebbe optare per un'opera della cerchia di un maestro, come l'autore di questa Noli me tangere, riferibile alla cerchia di Paolo Veronese, venduta da Sotheby's per circa 12.000 euro. Nonostante non sia dipinta da un maestro, l'opera è di buona fattura, con un buon livello qualitativo sia da un punto di vista esecutivo che d’intenzione espressiva. Se si è amatori di paesaggi, ci si può orientare su un autore quale Moses Matheusz van Uyttenbroeck e portarsi a casa con un investimento di 3.000 euro un Passaggio con baccanti danzanti, una pregiata tavola dipinta ad olio del XVII secolo.


E gli esempi potrebbero continuare davvero ad oltranza (e tornerò sull'argomento), basta solo lasciarsi guidare dalla propria inclinazione al collezionismo d’arte, laddove esistente, affidandosi al proprio istinto o facendosi seguire da un esperto del settore che si occuperà di soddisfare al meglio le vostre esigenze.







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Lista d'oro: i 100 collezionisti d'arte più influenti

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 16 Jun, 2016 12:18
In settimana, il noto sito web Artnet, tra i punti di riferimento per restare aggiornati su quanto accade nel mercato e nel panorama dell'arte, ha pubblicato la lista d'oro dei 100 collezionisti d'arte più influenti e determinanti nel mondo.
Da un anno a questa parte, la febbre dei record ha rallentato la sua corsa e, al di là di questa ridimensionata del mercato, poche sono le novità. A farla da padrone, in questa classifica come in altre simili (siamo in attesa anche di quella di Artnews) sono come sempre gli americani, mentre il collezionismo emergente si conferma tra le nuove economie di Cina e paesi arabi. Buone anche le presenze provenienti dalla Russia, con ad esempio la coppia ricorrente formata da Roman Abramovich e Dasha Zhukova. Un segnale della crescente globalizzazione nel mondo del collezionismo è dato dall'ingresso di personalità provenienti anche dall'Africa e dall'Asia meridionale. Per quanto riguarda l'Europa, i collezionisti provengono per lo più, e come sempre, da Gran Bretagna, Germania e Francia. Dall'Italia pochi nomi e nessuna novità, troviamo quindi vecchie conoscenze quali la veterana Miuccia Prada e l'inossidabile imprenditrice torinese Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.


Secondo un recente sondaggio della Bank of America, le motivazioni principali che stanno dietro l'acquisto di opere d'arte sono di carattere estetico, nonché determinate dallo stile di vita, ma cresce sempre più la motivazione che vede nell'arte una forma d'investimento.
Cos'è dunque che collezionano i 100 magnati dell'arte della prestigiosa lista di Artnet? Tendenzialmente i collezionisti si orientano verso il contemporaneo e i nomi sono tra i più ricorrenti nelle aste, ecco allora che incappiamo negli immancabili Jeff Koons, Gerhard Richter, Andy Warhol, Ed Ruscha, Ai Weiwei, Andreas Gursky, Francis Bacon, Lucian Freud, Anish Kapoor, Zeng Fanzhi, Cindy Sherman, John Currin, e i nostri Maurizio Cattelan, Mario Schifano, Dadamaino, Carla Accardi.
Nell'area dell'arte moderna, inevitabilmente, a guidare le preferenze dei collezionisti sono gli artisti storicizzati e quindi più stabili nel mercato, come: Marcel Duchamp, Picasso, Matisse, Vincent van Gogh e Paul Cezanne.
Si fatica un po' a scorgere l'arte antica tra le predilezioni dei mitici 100, ma ad ogni modo compaiono anche qui nomi ben saldi e noti della storia dell'arte, quali Peter Paul Rubens e Leonardo da Vinci.



Facciamo a questo punto qualche nome pescando dall'esclusiva lista. Tra le "star" spicca senza dubbio il cinese Liu Yiqian colui che ha acquistato per 170 milioni di dollari il tanto sospirato Nu Couché di Modigliani, rispondendo più che positivamente alle attese. Oltretutto, storia interessante la sua, Liu Yiqian ha un passato da tassista, diventa però miliardario grazie a degli investimenti in Borsa e nel settore farmaceutico, ed ora possiede due importanti musei privati a Shangai.
Mentre voci di corridoio, ipotizzano che l'acquisto per un valore di 17 milioni di dollari della scultura di Hitler, Him, opera miliare di Maurizio Cattelan, sia ad opera del noto industriale americano Peter Brant.

Nella visione d'insieme di Artnet c'è, a mio avviso, un aspetto decisamente interessante e positivo, che vede il 2016 come l'anno del collezionista e non dello speculatore, poiché c'è la forte tendenza ad acquistare, anche nel contemporaneo, opere dal valore intrinseco stabile anziché dal profitto facile e veloce.

Per visionare la lista dei 100 vi rimando ai seguenti link:
The artnet News Index: The World's Top 100 Art Collectors for 2016. Part One
The artnet News Index: The World's Top 100 Art Collectors for 2016. Part Two



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Il collezionismo d’arte non è roba per poveri: un falso mito da sfatare - I Parte

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 27 May, 2016 16:35

Diciamolo subito, la pratica del collezionismo di opere d’arte non è ad esclusivo uso e consumo di ricchi imprenditori, personaggi dello star system, galleristi potenti e figli di papà di vario genere.
È chiaro, se collezionare per voi vuol dire acquistare e vendere opere di grandi maestri o degli artisti odierni più quotati, ed essere degli habitué fra i corridoi di Sotheby’s e Christie’s dovete inevitabilmente possedere un ingente capitale da investire nell’acquisizione e nell’alienazione di oggetti d’arte.
Ma collezionare non vuol dire solo questo.
Iniziamo con lo specificare che ci sono due strade da percorrere: collezionare per profitto - fare soldi quindi comprando e vendendo – o collezionare per passione, per il piacere di possedere l’opera di un artista che amiamo. No, c’è anche una terza via: l’unione e il mix delle due strade precedenti, dove quindi una parte della collezione è, come dire, mobile, destinata ad un ritorno in termini economici e, una parte quindi “fissa”, destinata a restare nel proprio patrimonio per soddisfare il proprio ego, e godere di un oggetto che ci trasmette un qualcosa di unico.
Detto questo e tornando al titolo dell’articolo, collezionare non è solo roba per ricchi, i neofiti del collezionismo si celano dietro i volti di ognuno di noi.
Chiunque può trasformarsi in un collezionista, scegliete voi che tipo di collezionista essere in base ai vostri desideri e necessità.
Famoso è il caso dei coniugi Vogel, una qualsiasi coppia del ceto medio newyorkese divenuti però un emblematico esempio di collezionismo d’arte, costituendo nel tempo una raccolta d’arte formata da più di 4000 pezzi in parte già custoditi da importanti musei americani.
Lui, Herbert, un impiegato delle poste, lei, Dorothy, una bibliotecaria, niente di più prosaico, diventano collezionisti per pura passione acquistando regolarmente opere di piccolo formato, in modo da trasportare ogni acquisto agevolmente dall’atelier dell’artista o dalla galleria fino a casa, utilizzando i mezzi pubblici, e in modo che non occupassero troppo spazio nella loro piccola abitazione.
Una passione che nasce da un primo desiderio, quello di essere artisti, ma non tardano ad accorgersi di preferire di gran lunga l’arte altrui alla propria, decidendo così di investire uno stipendio per l’acquisto di ciò che gli piaceva e ritenevano valido (talvolta tramite consulenza di galleristi ed esperti) e con l’altro stipendio si mantenevano a New York....



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Gerhard Richter: il re delle aste

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 05 May, 2016 11:04

Artista tedesco, classe 1932, Gerhard Richter si attesta quale grande esponente della pittura contemporanea, e indiscusso protagonista delle aste mondiali.

Negli ultimi quindici anni, l’andamento di mercato di Richter ha registrato un andamento superiore agli indici S&P 500, si è quindi comportato meglio, per così dire, rispetto alle performance delle aziende americane a maggior capitalizzazione. Ma ciò che va notato, è l’andamento degli ultimi tre anni, che per Richter rappresentano un momento d’oro, tant’è, che le sue perfomance sul mercato vanno a toccare e ad incrociarsi con gli indici del Dow Jones. Andando per ordine, è fin dal 2001 che il mercato si accorge della portata della produzione artistica di Richter.

Se si vanno ad analizzare il totale dei lotti venduti e degli invenduti, quello che emerge è una parabola tendenzialmente crescente, e anche se il trend di mercato dal 2001 al 2011 è oscillante, i lotti riguardanti Richter crescono di anno in anno, perché sempre più richiesto e apprezzato. Fatta eccezione per il biennio 2008-2009, gli esordi della crisi mondiale, il totale dei venduti doppia, se non oltre, il totale degli invenduti. Andando ad osservare cosa succede nelle aste, l’aspetto che non può che sorprendere è come le opere di Richter battano costantemente, nell’arco degli ultimi 15 anni, le aspettative di aggiudicazioni previste dalle case d’aste, con le sole eccezioni del 1999, 2004 e 2009, dove le medie di aggiudicazioni coincidono o sono poco superiori alla forbice di stima. Ma, una volta di più, gli ultimi 3 anni attestano il grande apprezzamento riscontrato dal mercato per le opere di Richter: addirittura nel 2011 la media di aggiudicazione doppia la media di stima superiore attesa, e il 2001 si afferma come l’anno della scoperta: già qui la media superiore di stima ha un considerevole rialzo rispetto agli anni precedenti, e nonostante questa valutazione, le aggiudicazioni di Richter superano, più che sensibilmente, le previsioni delle case d’asta.

Gerhard Richter, da un punto di vista artistico, ha un grande vantaggio: la versatilità. Il suo eclettismo di tecnica, stile e tematica fa si che le prospettive di mercato si mantengano alte nel tempo, proprio perché i collezionisti hanno una vasta gamma di scelta, e non per niente, anche il sistema museale punta su questo artista, rimasto “orfano” dal 2011 di un gigante della pittura, quale era Lucian Freud.

Richter è al momento il pittore vivente più quotato, da un certo punto di vista lo è anche più di Jeff Koons, se si considera che il corpus delle opere del tedesco preso in toto, vale molto di più di quello dell’americano.

I top lot di Richter sono opere appartenenti alla serie degli Abstraktes Bild, realizzati fra gli anni ’80 e ’90, perché i più richiesti dal mercato. Da non sottovalutare il fatto – seppur puramente modaiolo – che uno di questi pezzi è stato nella collezione del chitarrista Eric Clapton, notizia che ha fatto da cassa di risonanza anche verso coloro che non seguono, o seguono poco, il mondo dell’arte: l’opera in questione, è nella top five delle opere più care di Richter e si tratta dell’Abstraktes Bild (809-4) del 1994, aggiudicato nell’ottobre del 2012 per oltre 26 milioni di euro.

E non sembra arrestarsi la sua crescita nel mercato e battuta di record: nel febbraio 2015, durante la Evening Sale d’arte contemporanea da Sotheby’s a Londra, arriva per il tedesco di Dresda un nuovo record personale: 30,4 milioni di sterline per un altro Abstraktes Bild.

È indiscutibile, attualmente, possedere un’opera di Richter significa possedere uno status symbol, e non è difficile ipotizzare che finita la parabola dei dipinti astratti, inizi quella dei dipinti iperrealisti.





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Collezione per tutti: gli Old Masters della maison Sotheby's

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 19 Apr, 2016 17:28

Mercoledì prossimo, 27 aprile, si svolgerà a Londra l'asta dedicata agli "Old Masters". I lotti proposti, stavolta, non sono pezzi da novanta con cifre da capogiro, ma opere dalle stime abbordabili anche per il grande pubblico. Le opere, infatti, appartengono a seguaci, scuole, maniere di grandi Maestri quali Andrea Del Sarto, Rubens, Raffaello, Leonardo da Vinci, Canaletto, Veronese e molti altri fra cui anche autori minori, ma comunque apprezzabili. Le stime, come dicevamo abbordabili, stanno nella maggior parte dei casi al di sotto dei 10 mila euro, e le massime, e solo in pochi casi, si aggirano tra i 40 e i 50 mila euro, eccezion fatta per il top price costituito da un pezzo di Antonio Vàzquez, valutato con una stima massima di oltre 100 mila euro. Con cifre così, non è poi così impensabile anche per i comuni mortali costituire nel tempo una collezione di opere antiche di tutto rispetto, pur non essendo spudoratamente ricchi.

Tra i lotti di maggiore qualità troviamo una fedelissima versione della Prospettiva con portico del Canaletto conservata nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia, presente nelle collezioni fin dal 1807, opera che fu presentata come saggio di accettazione per l’Accademia di Belle Arti e che valse a Canaletto la cattedra di architettura prospettica nel 1763. La versione proposta da Sotheby's è in buone condizioni, e dalle analisi all'ultravioletto, condotte dagli esperti della maison, risultano alcuni ritocchi per attenuare i cretti nell'area del cielo azzurro, e sono presenti altri ritocchi nell'area della scena e dall'architettura.




Un'altra opera che merita attenzione, è una copia della Madonna d'Orleans di Raffaello conservata al Museo Condé di Chantilly. Rispetto al raffronto tra l'opera del Canaletto e la sua replica, qui sono più evidenti le discrepanze con la mano di Raffaello: come spesso accade nelle copie, si evince una certa mancanza di morbidezza e sicurezza nell'esecuzione pittorica. La versione postuma è stimata tra i 2,571 e i 3,856 euro.


Molto più evidente è il divario tra la mano di Leonardo da Vinci e l'autore, un seguace nordico, della versione del cartone con raffigurati la Vergine con Bambino, Sant'Anna e San Giovannino conservato alla National Gallery di Londra. Non tanto per l'ovvia differenza di tecnica e supporto, l'uno, il lotto di Sotheby's, è un olio su tavola, l'altro, l'originale di Leonardo, è un disegno su cartone, ma quanto per lo stile più duro, caratterizzato da una tavolozza cupa e da forti accenti bruni nella versione nordica.
E' interessante perché rappresenta il passaggio non compiuto da Leonardo, l'opera della National Gallery, dall'insolita iconografia per l'epoca che univa due iconografie ben più ricorrenti, rimase solo un progetto su cartone, e non fu mai utilizzato per la realizzazione su tavola o parete.


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