Esperto d'Arte

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Il blog tratta argomenti legati al mondo dell'arte, in particolare alle attività svolte da Orizzonte contemporaneO in ambito di perizie, expertise, inventari, condition report, nonché alle mostre organizzate e in programma, e a cosa offre il panorama dell'arte contemporanea.

Non solo Banksy. Saville regina della pittura.

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 10 Oct, 2018 11:34

Non solo Banksy. Sul finire della scorsa settimana, è passato presso Sotheby's, questo monumentale e cruciale autoritratto di una delle pittrici più autorevoli del nostro tempo, che del ribaltamento dei canoni estetici della bellezza ne ha fatto la sua poetica distintiva: Jenny Saville. Passata un po' in sordina, la tela ha triplicato la stima di partenza, per essere poi aggiudicata per 9,5 milioni di sterline, dopo una battaglia che ha visto fronteggiarsi 5 collezionisti. Quest'opera, acquistata dal lungimirante collezionista David Teiger negli anni '90, convinse Charles Saatchi a puntare sull'artista britannica, proponendola nella fortunata e famosa mostra Sensation: Young British Artists from the Saatchi Gallery, che lanciò Jenny Saville, ed altri artisti, nella scena dell'arte internazionale.




Venerdì 5 ottobre la maison Sotheby's ha aperto le sue porte ad una delle collezioni più ricche e contemporanee che si possano annoverare. Proprietario di tale collezione è stato David Teiger scomparso ormai da quattro anni, e che è stato un membro illustre del Moma. I proventi dell'asta saranno destinati alla Fondazione Teiger a sostegno dell'arte contemporanea. Tra gli autori collezionati compaiono David Hockney, John Currin, Peter Doig, Maurizio Cattelan, Elizabeth Payton e molti altri. Secondo le previsioni, protagoniste della serata dovevano essere due vedute di Doig Buffalo Station I e II stimate tra i 6 e gli 8 milioni di sterline, che però non hanno ripagato le attese: la prima è stata aggiudicata entro la stima per 7,5 milioni di sterline, mentre la seconda si è attestata al di sotto della forbice, fermandosi a quota 4,5 milioni. Inaspettata star è stata invece Saville, che con il suo autoritratto che, come detto sopra ha triplicato le aspettative, ha segnato il suo nuovo record di 10,8 milioni di euro.

Per quanto riguarda Banksy, che non fosse tutto orchestrato con la complicità di Sotheby's ci si crede ben poco, ma una risata ce la potremmo pure fare, e prendere il tutto un po' meno sul serio. In fondo, l'arte, con i puri di cuori non ha mai avuto molto a che fare - ai piani alti poi! -, nonostante certi stereotipi duri a morire.



Ad ogni modo, Banksy che doveva chiudere la serata, era stato quotato tra i 200 e i 300 mila euro, poca roba si direbbe, ma a colpi di rialzi la ben nota ragazzina col palloncino rosso, ha fatto volare la stima oltre il milione, per poi autodistruggersi come ormai tutti sanno. Poco dopo, lo stesso Banksy ha postato sul sul profilo Instagram il piano "antisistema" architettato anni addietro, o così vuol farci credere...
Realtà o mossa di marketing, Banksy resta un protagonista della nostra epoca, tra i più incisivi e riconoscibili artisti, e tra i più sapienti comunicatori - l'arte è comunicazione, sembra strano, ma va sempre ricordato...- e in quanto tale, merita il nostro rispetto, e, in questo caso, anche, forse, il beneficio del dubbio...







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Il collezionismo d’arte non è roba per poveri: un falso mito da sfatare – II parte

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 12 Oct, 2016 12:04
Acquistare arte emergente è una validissima e auspicabile soluzione per diventare collezionisti anche per i comuni mortali. I costi di opere di artisti emergenti sono relativamente contenuti, il range di riferimento va da cifre iniziali di circa 2-3 mila euro, fino a cifre che si aggirano intorno ai 20 mila euro e non oltre. E questo se parliamo di pezzi unici, le cifre sono ancora più abbordabili se nel bacino dei possibili acquisti consideriamo i multipli (stampe, fotografie, …) o disegni preparatori, schizzi,… A ben pensarci, senza seguire alla lettera l’esempio dei Vogel (Il collezionismo d’arte non è roba per poveri: un falso mito da sfatare - I Parte ), si può considerare di destinare anche solo 5-6 mila euro l’anno per acquistare 2 o 3 opere, e costituire così nel tempo una propria collezione, che nell’arco di 5-10 anni può rappresentare un sensibile incremento economico rispetto all’investimento iniziale. E se non acquistate per lucro, avrete allora una mappa personalizzata di ciò che accade nel mondo dell’arte e di come si evolve il vostro gusto.

Ma se l’arte contemporanea proprio non vi aggrada, e preferite circondarvi di scene sacre, mitologiche, ritratti di nobili e paesaggi antichi, c’è un’altra valida strada da percorrere: l’acquisto di opere di autori minori, scuole e seguaci. Le opere cosiddette minori, accezione di per sé dequalificante, sono in realtà una folta selva di piccoli gioielli. E non è detto che un autore “minore” non venga rivalutato e riscoperto nel tempo, emblematico in tal senso è il caso di Caravaggio, riportato alla luce e al suo giusto posto soprattutto grazie all’intervento dello storico dell’arte Roberto Longhi, dopo più di due secoli di silenzio ed oblio.Non si tratta qui di accontentarsi, ma di saper vedere qualità e bellezza al di là della risonanza dei nomi storicamente accreditati e di mercato, perché vi assicuro che c’è. Qualche rapido esempio?

Qualche mese fa sul blog ho pubblicato un articolo sugli Old Master in asta da Sotheby's (Collezione per tutti: gli Old Masters della maison Sotheby's) e vi erano proposti lotti davvero interessanti e in molti casi alla portata dei più. Faccio giusto qualche esempio. Un'opera di pregio può essere rappresenta da Uomo seduto con pipa dell'olandese Abraham Diepraem, un olio su tavola del XVII secolo, un buon esempio stilistico di scena quotidiana dall'impronta psicologica rilevante. Il prezzo d'asta? Meno di 5.000 euro. Per spostarci in area sacra, nel vivace richiamo della nostra tradizione pittorica, un aspirante collezionista, potrebbe optare per un'opera della cerchia di un maestro, come l'autore di questa Noli me tangere, riferibile alla cerchia di Paolo Veronese, venduta da Sotheby's per circa 12.000 euro. Nonostante non sia dipinta da un maestro, l'opera è di buona fattura, con un buon livello qualitativo sia da un punto di vista esecutivo che d’intenzione espressiva. Se si è amatori di paesaggi, ci si può orientare su un autore quale Moses Matheusz van Uyttenbroeck e portarsi a casa con un investimento di 3.000 euro un Passaggio con baccanti danzanti, una pregiata tavola dipinta ad olio del XVII secolo.


E gli esempi potrebbero continuare davvero ad oltranza (e tornerò sull'argomento), basta solo lasciarsi guidare dalla propria inclinazione al collezionismo d’arte, laddove esistente, affidandosi al proprio istinto o facendosi seguire da un esperto del settore che si occuperà di soddisfare al meglio le vostre esigenze.







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Lista d'oro: i 100 collezionisti d'arte più influenti

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 16 Jun, 2016 12:18
In settimana, il noto sito web Artnet, tra i punti di riferimento per restare aggiornati su quanto accade nel mercato e nel panorama dell'arte, ha pubblicato la lista d'oro dei 100 collezionisti d'arte più influenti e determinanti nel mondo.
Da un anno a questa parte, la febbre dei record ha rallentato la sua corsa e, al di là di questa ridimensionata del mercato, poche sono le novità. A farla da padrone, in questa classifica come in altre simili (siamo in attesa anche di quella di Artnews) sono come sempre gli americani, mentre il collezionismo emergente si conferma tra le nuove economie di Cina e paesi arabi. Buone anche le presenze provenienti dalla Russia, con ad esempio la coppia ricorrente formata da Roman Abramovich e Dasha Zhukova. Un segnale della crescente globalizzazione nel mondo del collezionismo è dato dall'ingresso di personalità provenienti anche dall'Africa e dall'Asia meridionale. Per quanto riguarda l'Europa, i collezionisti provengono per lo più, e come sempre, da Gran Bretagna, Germania e Francia. Dall'Italia pochi nomi e nessuna novità, troviamo quindi vecchie conoscenze quali la veterana Miuccia Prada e l'inossidabile imprenditrice torinese Patrizia Sandretto Re Rebaudengo.


Secondo un recente sondaggio della Bank of America, le motivazioni principali che stanno dietro l'acquisto di opere d'arte sono di carattere estetico, nonché determinate dallo stile di vita, ma cresce sempre più la motivazione che vede nell'arte una forma d'investimento.
Cos'è dunque che collezionano i 100 magnati dell'arte della prestigiosa lista di Artnet? Tendenzialmente i collezionisti si orientano verso il contemporaneo e i nomi sono tra i più ricorrenti nelle aste, ecco allora che incappiamo negli immancabili Jeff Koons, Gerhard Richter, Andy Warhol, Ed Ruscha, Ai Weiwei, Andreas Gursky, Francis Bacon, Lucian Freud, Anish Kapoor, Zeng Fanzhi, Cindy Sherman, John Currin, e i nostri Maurizio Cattelan, Mario Schifano, Dadamaino, Carla Accardi.
Nell'area dell'arte moderna, inevitabilmente, a guidare le preferenze dei collezionisti sono gli artisti storicizzati e quindi più stabili nel mercato, come: Marcel Duchamp, Picasso, Matisse, Vincent van Gogh e Paul Cezanne.
Si fatica un po' a scorgere l'arte antica tra le predilezioni dei mitici 100, ma ad ogni modo compaiono anche qui nomi ben saldi e noti della storia dell'arte, quali Peter Paul Rubens e Leonardo da Vinci.



Facciamo a questo punto qualche nome pescando dall'esclusiva lista. Tra le "star" spicca senza dubbio il cinese Liu Yiqian colui che ha acquistato per 170 milioni di dollari il tanto sospirato Nu Couché di Modigliani, rispondendo più che positivamente alle attese. Oltretutto, storia interessante la sua, Liu Yiqian ha un passato da tassista, diventa però miliardario grazie a degli investimenti in Borsa e nel settore farmaceutico, ed ora possiede due importanti musei privati a Shangai.
Mentre voci di corridoio, ipotizzano che l'acquisto per un valore di 17 milioni di dollari della scultura di Hitler, Him, opera miliare di Maurizio Cattelan, sia ad opera del noto industriale americano Peter Brant.

Nella visione d'insieme di Artnet c'è, a mio avviso, un aspetto decisamente interessante e positivo, che vede il 2016 come l'anno del collezionista e non dello speculatore, poiché c'è la forte tendenza ad acquistare, anche nel contemporaneo, opere dal valore intrinseco stabile anziché dal profitto facile e veloce.

Per visionare la lista dei 100 vi rimando ai seguenti link:
The artnet News Index: The World's Top 100 Art Collectors for 2016. Part One
The artnet News Index: The World's Top 100 Art Collectors for 2016. Part Two



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Il collezionismo d’arte non è roba per poveri: un falso mito da sfatare - I Parte

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 27 May, 2016 16:35

Diciamolo subito, la pratica del collezionismo di opere d’arte non è ad esclusivo uso e consumo di ricchi imprenditori, personaggi dello star system, galleristi potenti e figli di papà di vario genere.
È chiaro, se collezionare per voi vuol dire acquistare e vendere opere di grandi maestri o degli artisti odierni più quotati, ed essere degli habitué fra i corridoi di Sotheby’s e Christie’s dovete inevitabilmente possedere un ingente capitale da investire nell’acquisizione e nell’alienazione di oggetti d’arte.
Ma collezionare non vuol dire solo questo.
Iniziamo con lo specificare che ci sono due strade da percorrere: collezionare per profitto - fare soldi quindi comprando e vendendo – o collezionare per passione, per il piacere di possedere l’opera di un artista che amiamo. No, c’è anche una terza via: l’unione e il mix delle due strade precedenti, dove quindi una parte della collezione è, come dire, mobile, destinata ad un ritorno in termini economici e, una parte quindi “fissa”, destinata a restare nel proprio patrimonio per soddisfare il proprio ego, e godere di un oggetto che ci trasmette un qualcosa di unico.
Detto questo e tornando al titolo dell’articolo, collezionare non è solo roba per ricchi, i neofiti del collezionismo si celano dietro i volti di ognuno di noi.
Chiunque può trasformarsi in un collezionista, scegliete voi che tipo di collezionista essere in base ai vostri desideri e necessità.
Famoso è il caso dei coniugi Vogel, una qualsiasi coppia del ceto medio newyorkese divenuti però un emblematico esempio di collezionismo d’arte, costituendo nel tempo una raccolta d’arte formata da più di 4000 pezzi in parte già custoditi da importanti musei americani.
Lui, Herbert, un impiegato delle poste, lei, Dorothy, una bibliotecaria, niente di più prosaico, diventano collezionisti per pura passione acquistando regolarmente opere di piccolo formato, in modo da trasportare ogni acquisto agevolmente dall’atelier dell’artista o dalla galleria fino a casa, utilizzando i mezzi pubblici, e in modo che non occupassero troppo spazio nella loro piccola abitazione.
Una passione che nasce da un primo desiderio, quello di essere artisti, ma non tardano ad accorgersi di preferire di gran lunga l’arte altrui alla propria, decidendo così di investire uno stipendio per l’acquisto di ciò che gli piaceva e ritenevano valido (talvolta tramite consulenza di galleristi ed esperti) e con l’altro stipendio si mantenevano a New York....



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Gerhard Richter: il re delle aste

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 05 May, 2016 11:04

Artista tedesco, classe 1932, Gerhard Richter si attesta quale grande esponente della pittura contemporanea, e indiscusso protagonista delle aste mondiali.

Negli ultimi quindici anni, l’andamento di mercato di Richter ha registrato un andamento superiore agli indici S&P 500, si è quindi comportato meglio, per così dire, rispetto alle performance delle aziende americane a maggior capitalizzazione. Ma ciò che va notato, è l’andamento degli ultimi tre anni, che per Richter rappresentano un momento d’oro, tant’è, che le sue perfomance sul mercato vanno a toccare e ad incrociarsi con gli indici del Dow Jones. Andando per ordine, è fin dal 2001 che il mercato si accorge della portata della produzione artistica di Richter.

Se si vanno ad analizzare il totale dei lotti venduti e degli invenduti, quello che emerge è una parabola tendenzialmente crescente, e anche se il trend di mercato dal 2001 al 2011 è oscillante, i lotti riguardanti Richter crescono di anno in anno, perché sempre più richiesto e apprezzato. Fatta eccezione per il biennio 2008-2009, gli esordi della crisi mondiale, il totale dei venduti doppia, se non oltre, il totale degli invenduti. Andando ad osservare cosa succede nelle aste, l’aspetto che non può che sorprendere è come le opere di Richter battano costantemente, nell’arco degli ultimi 15 anni, le aspettative di aggiudicazioni previste dalle case d’aste, con le sole eccezioni del 1999, 2004 e 2009, dove le medie di aggiudicazioni coincidono o sono poco superiori alla forbice di stima. Ma, una volta di più, gli ultimi 3 anni attestano il grande apprezzamento riscontrato dal mercato per le opere di Richter: addirittura nel 2011 la media di aggiudicazione doppia la media di stima superiore attesa, e il 2001 si afferma come l’anno della scoperta: già qui la media superiore di stima ha un considerevole rialzo rispetto agli anni precedenti, e nonostante questa valutazione, le aggiudicazioni di Richter superano, più che sensibilmente, le previsioni delle case d’asta.

Gerhard Richter, da un punto di vista artistico, ha un grande vantaggio: la versatilità. Il suo eclettismo di tecnica, stile e tematica fa si che le prospettive di mercato si mantengano alte nel tempo, proprio perché i collezionisti hanno una vasta gamma di scelta, e non per niente, anche il sistema museale punta su questo artista, rimasto “orfano” dal 2011 di un gigante della pittura, quale era Lucian Freud.

Richter è al momento il pittore vivente più quotato, da un certo punto di vista lo è anche più di Jeff Koons, se si considera che il corpus delle opere del tedesco preso in toto, vale molto di più di quello dell’americano.

I top lot di Richter sono opere appartenenti alla serie degli Abstraktes Bild, realizzati fra gli anni ’80 e ’90, perché i più richiesti dal mercato. Da non sottovalutare il fatto – seppur puramente modaiolo – che uno di questi pezzi è stato nella collezione del chitarrista Eric Clapton, notizia che ha fatto da cassa di risonanza anche verso coloro che non seguono, o seguono poco, il mondo dell’arte: l’opera in questione, è nella top five delle opere più care di Richter e si tratta dell’Abstraktes Bild (809-4) del 1994, aggiudicato nell’ottobre del 2012 per oltre 26 milioni di euro.

E non sembra arrestarsi la sua crescita nel mercato e battuta di record: nel febbraio 2015, durante la Evening Sale d’arte contemporanea da Sotheby’s a Londra, arriva per il tedesco di Dresda un nuovo record personale: 30,4 milioni di sterline per un altro Abstraktes Bild.

È indiscutibile, attualmente, possedere un’opera di Richter significa possedere uno status symbol, e non è difficile ipotizzare che finita la parabola dei dipinti astratti, inizi quella dei dipinti iperrealisti.





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Collezione per tutti: gli Old Masters della maison Sotheby's

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 19 Apr, 2016 17:28

Mercoledì prossimo, 27 aprile, si svolgerà a Londra l'asta dedicata agli "Old Masters". I lotti proposti, stavolta, non sono pezzi da novanta con cifre da capogiro, ma opere dalle stime abbordabili anche per il grande pubblico. Le opere, infatti, appartengono a seguaci, scuole, maniere di grandi Maestri quali Andrea Del Sarto, Rubens, Raffaello, Leonardo da Vinci, Canaletto, Veronese e molti altri fra cui anche autori minori, ma comunque apprezzabili. Le stime, come dicevamo abbordabili, stanno nella maggior parte dei casi al di sotto dei 10 mila euro, e le massime, e solo in pochi casi, si aggirano tra i 40 e i 50 mila euro, eccezion fatta per il top price costituito da un pezzo di Antonio Vàzquez, valutato con una stima massima di oltre 100 mila euro. Con cifre così, non è poi così impensabile anche per i comuni mortali costituire nel tempo una collezione di opere antiche di tutto rispetto, pur non essendo spudoratamente ricchi.

Tra i lotti di maggiore qualità troviamo una fedelissima versione della Prospettiva con portico del Canaletto conservata nelle Gallerie dell’Accademia di Venezia, presente nelle collezioni fin dal 1807, opera che fu presentata come saggio di accettazione per l’Accademia di Belle Arti e che valse a Canaletto la cattedra di architettura prospettica nel 1763. La versione proposta da Sotheby's è in buone condizioni, e dalle analisi all'ultravioletto, condotte dagli esperti della maison, risultano alcuni ritocchi per attenuare i cretti nell'area del cielo azzurro, e sono presenti altri ritocchi nell'area della scena e dall'architettura.




Un'altra opera che merita attenzione, è una copia della Madonna d'Orleans di Raffaello conservata al Museo Condé di Chantilly. Rispetto al raffronto tra l'opera del Canaletto e la sua replica, qui sono più evidenti le discrepanze con la mano di Raffaello: come spesso accade nelle copie, si evince una certa mancanza di morbidezza e sicurezza nell'esecuzione pittorica. La versione postuma è stimata tra i 2,571 e i 3,856 euro.


Molto più evidente è il divario tra la mano di Leonardo da Vinci e l'autore, un seguace nordico, della versione del cartone con raffigurati la Vergine con Bambino, Sant'Anna e San Giovannino conservato alla National Gallery di Londra. Non tanto per l'ovvia differenza di tecnica e supporto, l'uno, il lotto di Sotheby's, è un olio su tavola, l'altro, l'originale di Leonardo, è un disegno su cartone, ma quanto per lo stile più duro, caratterizzato da una tavolozza cupa e da forti accenti bruni nella versione nordica.
E' interessante perché rappresenta il passaggio non compiuto da Leonardo, l'opera della National Gallery, dall'insolita iconografia per l'epoca che univa due iconografie ben più ricorrenti, rimase solo un progetto su cartone, e non fu mai utilizzato per la realizzazione su tavola o parete.


Se vuoi una consulenza in materia di collezionismo assistenza all'acquisto e alla vendita contattami all'indirizzo mail: m.ciangoli@orizzontecontemporaneo.it




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