Esperto d'Arte

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Il blog tratta argomenti legati al mondo dell'arte, in particolare alle attività svolte da Orizzonte contemporaneO in ambito di perizie, expertise, inventari, condition report, nonché alle mostre organizzate e in programma, e a cosa offre il panorama dell'arte contemporanea.

Una luce sul mondo

Scritti d'artePosted by Marina Ciangoli 05 Nov, 2016 12:21

Erwin Olaf vuol dire fotografia. È tra i più stimati esponenti della fotografia contemporanea, grazie alla sua cifra stilistica immediatamente riconoscibile, ad una poetica ben delineata, senza virtuosismi vuoti, e ad un’invidiabile conoscenza del mezzo tecnico fotografico.
Nasce nel 1959 a Hilversum in Olanda, ed è studiando alla Scuola di Giornalismo di Utrecht che si accosta alla fotografia. Ma non è il reportage la strada da battere per il giovane Olaf. L’aderenza alla realtà, tipica del linguaggio di reportage, non è in diretta continuità con la sua sensibilità artistica, che lo porta piuttosto a scovare e rimestare ciò che sobbolle e soggiace nella propria interiorità. Dal grado zero della fotografia, si sposta allora verso la messa in scena, vira in una realtà altra che subentra alla nostra, quasi fosse una mise en abyme. Anche se è ben dichiarato l’intento di Olaf di portare in scena e davanti l’obiettivo la propria realtà interiore, resta un sottile margine di instabilità tra ciò che vediamo, così reale e vissuto nella quotidianità di ognuno di noi, e quella sua tipica atmosfera straniante, mediata dall’uso della luce che è la chiave di volta, il fulcro e cuore pulsante di tutta la produzione artistica dell’olandese. Senza quella luce non ci sarebbe Erwin Olaf.
Quello che indaga Olaf con la sua ricerca artistica, non contempla solo i propri stati d'animo, ma anche ciò che la sua interiorità filtra del mondo esterno. Olaf in diverse interviste dichiara che spesso trae ispirazione dal divano di casa, guardando brutti programmi alla TV. Le incoerenze, le brutture, i taboo sono fonte d'ispirazione per i suoi lavori. Tra le serie da annoverare ci sono Hotel room, Grief, Hope, Key Hole e la recente Light. Una delle serie più riuscite e che più ha fatto discutere è stata senza dubbio Royal Blood del 2000, dove Olaf immortalava nei suoi scatti una serie di morti violente, di stampo ”regale”. Per chi si prende la briga di andare oltre il mero senso della vista, e non si lascerà impressionare da queste composizioni sanguinanti, avrà modo di scoprire un'analisi della nostra società ad opera di Olaf. Uno degli scatti più potenti, ritrae una rappresentazione della morte di Lady Diana.

La seduzione estetica di questa foto, e in genere di questa serie, trae forza e vigore dal messaggio lanciato dal fotografo: la nostra società venera la violenza, è ovunque, ma è un argomento di cui si discute solo superficialmente. Basta guardare un film dei nostri amici yankee: girare una scena violenta o girare una scena conviviale, spesso, è la stessa cosa! Nello specifico poi, la serie parla di quella morbosa fascinazione che sta attorno alle morti violente delle celebrità, in questo caso di personaggi della storia che hanno detenuto un qualche potere. E non c'è potere senza sangue versato, sangue che, lo si può tranquillamente interpretare come simbolo della Storia.
Non può che essere apprezzabile il gioco di contrasti, retto ad arte dall'opposizione tra la crudezza del contenuto e la bellezza irreale e perfetta della forma.

Spostandoci nel mercato dell’arte, Olaf si comporta più che bene, tenendo conto che la fotografia è un segmento a sé e considerato un genere “minore”. E questo va visto come un grosso vantaggio per gli amanti della fotografia, che possono aggiudicarsi buoni pezzi di interessati autori sia viventi che del passato.
Suoi top price provengono dalla serie Hope del 2005 e Grief del 2007.
In vetta troviamo il 4° esemplare di una tiratura di 10, intitolato The Hallway from Hope una stampa Lambda, montata con il metodo Diasec, che misura 119,7 x 171,5 cm, venduta dallamason Phillips per 34.663 euro nell’ottobre del 2014. A seguire in classifica troviamo Troy (Portrait) dalla serie Grief, una stampa Lambda di 132 x 99,7 cm datata 2007, proveniente da una collezione londinese aggiudicata, sempre da Philips, per 20.932 euro nel novembre del 2011. Medaglia di bronzo per un’altra fotografia della serie Hope, una stampa cromogenica, 2° esemplare di una tiratura di 10, dal titolo Hope 5 battuta all’asta da Chriestie’s per una cifra di 27.416 euro nell’ottobre del 2009 che misura 121,9 x 121,9 cm.



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