Esperto d'Arte

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Il collezionismo d’arte non è roba per poveri: un falso mito da sfatare - I Parte

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 27 May, 2016 16:35

Diciamolo subito, la pratica del collezionismo di opere d’arte non è ad esclusivo uso e consumo di ricchi imprenditori, personaggi dello star system, galleristi potenti e figli di papà di vario genere.
È chiaro, se collezionare per voi vuol dire acquistare e vendere opere di grandi maestri o degli artisti odierni più quotati, ed essere degli habitué fra i corridoi di Sotheby’s e Christie’s dovete inevitabilmente possedere un ingente capitale da investire nell’acquisizione e nell’alienazione di oggetti d’arte.
Ma collezionare non vuol dire solo questo.
Iniziamo con lo specificare che ci sono due strade da percorrere: collezionare per profitto - fare soldi quindi comprando e vendendo – o collezionare per passione, per il piacere di possedere l’opera di un artista che amiamo. No, c’è anche una terza via: l’unione e il mix delle due strade precedenti, dove quindi una parte della collezione è, come dire, mobile, destinata ad un ritorno in termini economici e, una parte quindi “fissa”, destinata a restare nel proprio patrimonio per soddisfare il proprio ego, e godere di un oggetto che ci trasmette un qualcosa di unico.
Detto questo e tornando al titolo dell’articolo, collezionare non è solo roba per ricchi, i neofiti del collezionismo si celano dietro i volti di ognuno di noi.
Chiunque può trasformarsi in un collezionista, scegliete voi che tipo di collezionista essere in base ai vostri desideri e necessità.
Famoso è il caso dei coniugi Vogel, una qualsiasi coppia del ceto medio newyorkese divenuti però un emblematico esempio di collezionismo d’arte, costituendo nel tempo una raccolta d’arte formata da più di 4000 pezzi in parte già custoditi da importanti musei americani.
Lui, Herbert, un impiegato delle poste, lei, Dorothy, una bibliotecaria, niente di più prosaico, diventano collezionisti per pura passione acquistando regolarmente opere di piccolo formato, in modo da trasportare ogni acquisto agevolmente dall’atelier dell’artista o dalla galleria fino a casa, utilizzando i mezzi pubblici, e in modo che non occupassero troppo spazio nella loro piccola abitazione.
Una passione che nasce da un primo desiderio, quello di essere artisti, ma non tardano ad accorgersi di preferire di gran lunga l’arte altrui alla propria, decidendo così di investire uno stipendio per l’acquisto di ciò che gli piaceva e ritenevano valido (talvolta tramite consulenza di galleristi ed esperti) e con l’altro stipendio si mantenevano a New York....



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