Esperto d'Arte

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Il blog tratta argomenti legati al mondo dell'arte, in particolare alle attività svolte da Orizzonte contemporaneO in ambito di perizie, expertise, inventari, condition report, nonché alle mostre organizzate e in programma, e a cosa offre il panorama dell'arte contemporanea.

All’alba della comunicazione

Scritti d'artePosted by Marina Ciangoli 05 Jun, 2017 11:23

La Civiltà e la Storia hanno il loro principio, per convenzione, quando l’uomo inizia a scrivere, a documentare il proprio passaggio sulla Terra. La scrittura, è il codice che trasferisce materialmente la parola orale su un qualche supporto tangibile e visibile. Ma, l’essere umano non ha iniziato a comunicare coi suoi simili, quando ha “inventato” la parola e poi la scrittura, bensì quando ha cominciato a tracciare delle immagini sulle pareti di una caverna.


L’immagine dunque, è la comunicazione primaria ed è più arcaica della parola stessa: le immagini rupestri, precorrono la funzione della parola: la comunicazione per immagini è un’attività primordiale, una necessità ancestrale e naturale. Nel corso dei secoli e dei millenni, molte sono le cose naturali che abbiamo sopito e sotterrato, e quell’antico passato, quel bisogno innato, è in contrasto con la concezione attuale delle Arti, in una società eccessivamente pragmatica e materiale, volta al guadagno e ad una eccessiva concretezza, che di fatto annulla il valore di ciò che non è tangibile, o meglio ancora, svaluta ciò che non ha una funzione pratica, quotidiana e che non genera profluvi di denaro nell’immediato. Ma l’annichilimento operato da un eccesso di pragmatismo, talvolta propagandato, non riesce compiutamente ad avere la meglio. Tant’è, che l’arte e la cultura – seppur a fatica, e specie in Italia – continuano a sopravvivere a testimonianza di quella necessità primordiale. Un esempio più concreto ce lo danno i bambini: fin dall’infanzia, l’essere umano è portato alla creazione per immagini, e questo, non perché sia semplicemente una tipica attività infantile, piuttosto, è proprio perché la comunicazione per immagini è insita nell’uomo, nel suo DNA. Tramite il disegno, il bambino imita ciò che vede – ovvero quel che sta imparando del mondo – o quello che prova, dunque narra con l’immagine la sua condizione emotiva.

Senza scomodare e approfondire qui le ricerche e le osservazioni della psicologia, non è affatto insolito trovare individui con gravi difficoltà nella comunicazione verbale che al contrario hanno spiccate doti e abilità nella comunicazione non verbale, quale può essere il disegno.

Ad ogni modo, tutte le espressioni non verbali narrano ciò che siamo e il mondo in cui viviamo. Nella preistoria, ad esempio, l’”arte” era necessariamente naturalistica perché vi era la necessità di dominare la realtà – chiaramente per sopravvivere in un ambiente ostile e selvaggio – e dunque, la raffigurazione doveva essere riconoscibile. Oggi siamo agli antipodi, e lo spettatore medio con difficoltà si riconosce nell’arte, e forse è proprio questo il punto: non si tratta di un eccesso di concettualismo e provocazione a tutti i costi, potrebbe trattarsi di una difficoltà nel guardarci dentro, nell’essere a contatto con quella parte di noi più nascosta e profonda, con quella parte meno pratica. Forse. Qualunque sia la giusta lettura, non dimentichiamoci che la cultura non è né un passatempo domenicale, né un’attività per scansafatiche, ma piuttosto è una parte essenziale dell’essere umano: sono certa che senza la possibilità di esprimersi attraverso le arti, e di goderne gli esiti, il genere umano si sentirebbe smarrito come un cane che non può abbaiare.



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