Esperto d'Arte

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Il blog tratta argomenti legati al mondo dell'arte, in particolare alle attività svolte da Orizzonte contemporaneO in ambito di perizie, expertise, inventari, condition report, nonché alle mostre organizzate e in programma, e a cosa offre il panorama dell'arte contemporanea.

Best of 2018: il trionfo degli assenti

Aste e CollezionismoPosted by Marina Ciangoli 31 Dec, 2018 12:06

Ci sono tematiche e personalità che dominano la scena artistica tanto da far sembrare inespugnabili alcune torri contenenti personaggi e iconografie dell'arte. Non è andata così quest'anno, e benché spesso il mondo delle aste venga visto come il riflesso del potere dell'alta finanza, questo 2018 offre interessati spunti di riflessione sull'arte e sulla società che la determina. Ci è d'aiuto buttare l'occhio sui tre top price di quest'anno per quanto concerne l'arte contemporanea.

La prima personalità da incontrare è l'artista inglese David Hockney, di solito non al centro di roboanti scontri a suon di record che coinvolgono invece due vecchie glorie quali Jeff Koons e Gerhard Richter, che negli ultimi anni sono stati protagonisti della staffetta che li vedeva aggiudicarsi di volta in volta il titolo di artista vivente più pagato.

Quest'anno il bastone del comando è passato, a sorpresa, nelle mani di Hockney, con un'opera appartenente al periodo più prolifico, ma più sofferente della sua carriera: Portrait of an artist (Pool with two figures).



L'opera, di grandi dimensioni, sublima in un'atmosfera sospesa, silenziosa e intrinsecamente lirica l'ultimo periodo della sua storia d'amore, lunga un lustro, con l'artista Peter Schlessinger, conosciuto anni prima in un corso d'arte alla UCLA dove Hockney insegnava e Schlessinger era studente.

La fine di quella storia per Hockney rappresentò un periodo di profondo dolore e solitudine, tanto che passò gran parte delle giornate a dipingere. Col senno di poi, la pittura rappresentò un momento terapeutico e catartico, ma anche profondamente creativo: diverse sono le opere miliari che appartengono agli anni inizio Settanta.

Ad occupare gran parte dell'opera la piscina, elemento caratterizzante dell'iconografia di Hockney e che si può considerare un autoritratto mascherato dell'artista, e in piedi in giacca rosa, a bordo piscina in una sorta di contemplazione, Schlessinger - utilizzato come modello dopo la rottura - osserva un misterioso nuotatore dirigersi verso di lui. Per l'uomo in piscina Hockney si avvarà del fotografo John St. Clair che lo aiuterà nella ricerca compositiva di quest'opera nata dalla fusione casuale di due diverse fotografie accostate nello studio dell'artista.

Christie's c'entra l'obbiettivo in un anno dedicato a mostre su David Hockney e propone l'opera durante la Post-War and Contemporary Art Evening Sale dello scorso 15 novembre, dove viene aggiudicata all'impensabile cifra di 90 milioni di dollari (circa 78,9 milioni di euro).

Passiamo ora ad una vera chicca con l'opera Past Times dell'artista afroamericano Kerry James Marshall che affronta la tematica dell'assenza del mondo afro nella cultura artistica occidentale. Forte del suo grafismo, Marshall ribalta e trasla abitudini tipicamente "da bianchi" nell'universo afro, sottolineando la delicata questione dell'identità culturale e dell'appropriamento di intenti tipicamente afroamericani da parte dei bianchi.



Vediamo allora, in questa grande tela, una tranquilla scena all'aperto che richiama l'iconica e ormai popolare Una domenica pomeriggio sull'isola della Grande-Jatte di Seraut, conservata all'Art Institute of Chicago, città dove vive l'artista, con i protagonisti che si dilettano negli hobbies dei bianchi: golf, cricket, sci d'acqua... come fosse un ossimoro pittorico, centrando in pieno la questione afroamericana ricercata dal suo autore, ancor meglio evidenziata dalle scritte che sovrastano la baia: “Who plays…all of heart and….skill / Will also work with heart and will,”, un richiamo ironico al sogno americano e le parole che fluiscono come fazzoletti al vento fuoriuscenti dalle due radio in primo piano citando i versi dei Temptations e Snoop Dogg.s appartenenti a movimenti musicali afroamericani, anche qui sovvertiti e assorbiti dalla cultura bianca.
L'opera, messa all'incanto da Sotheby's in occasione della Contemporary Art Evening Auction del 16 maggio è stata acquistata per 21 milioni di dollari (quasi 18 milioni di euro) niente meno che dal rapper Puff Daddy, trasformando Marshall nell'artista afroamericano più pagato.

Concludiamo con un'artista già affrontata QUI e che come sappiamo ha ottenuto il suo record d'asta lo scorso 5 ottobre durante la serata The History of Now: The Collection of David Teiger toccando la cifra di 9,5 milioni di sterline (10,8 milioni di euro). Di indiscusso talento, Jenny Saville nella sua carriera artistica porta sul tavolo una tematica che continua ad essere attuale e problematica nonostante le conquiste ottenute.



La pittura di Saville non è meritevole d'attenzione solo per quanto concerne la questione della bellezza femminile canonizzata dall'uomo, puntualmente ribaltata dalla pittrice britannica con forme corpulente, piene d'eccessi e deformazioni brutali, ma ad un livello dialettico e contenutistico ci offre lo spunto per trattare la condizione della donna ancora "prigioniera" del ruolo assegnatogli dall'uomo da secoli, quale orpello, si può osare nel dire, e riflesso della volontà maschile che la vede e la vuole come compagna inattiva. L'artista libera forme di norma costrette e celate per mancanza di conformità ai canoni della bellezza vigente, manifestate una volta di più anche dalle grandi dimensioni delle tele utilizzate con l'intento di coinvolgere, o meglio, travolgere lo spettatore tanto che Saville suggerisce una visione dell'opera a distanza ravvicinata, abbracciando quanto sosteneva Mark Rothko il quale dava la precisa indicazione di osservare le sue opere ad una distanza di 18 pollici,ovvero a meno di mezzo metro.
Propped è un enorme autoritratto - all'epoca della creazione siamo nel 1992 -, Saville usava il suo stesso corpo e quest'opera è uno dei due esemplari che vede l'utilizzo delle parole scritte sulla tela, scelte in netta contrapposizione con le forme usate e che in genere accompagnano la descrizione della donna, come ‘delicate’, ‘supportive’, ‘pretty’ .





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